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dopo che ho spesa tutta
l'amarezza del grembo e l'ho posata
presso di te come una voce strana
Alda Merini
(da "Tu sei Pietro")
Nei miei ricordi di bambina c'è l'agitazione che
ti scelgano, la paura e l'emozione che lo facciano, che
chiedano a te di portare il pane e il vino in processione
all'altare. Avevo sette anni allora e un riserbo strano
nel cuore. Comprendevo nell'istinto la grandiosità
di quel gesto d'offertorio, e comprendevo anche che è
un gesto solitario, non gridato, non conclamato. Oggi Natale
mi assomiglia ad allora, al gesto fugace di porgere qualcosa
all'altare come a un'ara di pace, qualcosa che viene offerto
perché divenga.
Come una ballerina, ho avanzato nella vita sulle punte,
ma i miei svolazzi e i miei volteggi hanno sempre nascosto
l'ombra degli occhi. E mi chiedo perché i Magi portavano
ora e mirra? Come si fa ad avere solo gioia da portare?
In questo Natale è la tristezza del grembo, è
il mio dolore sordo, che ti porgo in dono Signore, e te
lo dono perché si liquefaccia e divenga sangue del
tuo sangue, oro, incenso e mirra.
Perché io credo nell'immensità di questo incredibile,
suggestivo, mistero.
Rosangela, Natale 2007
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