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Se un mattino d'inverno un viaggiatore

(una riflessione sul Papa e la Sapienza)

classifica: alla moderna ortodossia

Prendimi, o notte eterna, fra le braccia
e chiamami tuo figlio.

Io sono un re

che volontariamente ha abbandonato
il suo trono di sogni e di stranezze.


La mia spada, pesante alle mie braccia esauste,
a mani forti e calme la ho affidata;
Lo scettro e la corona - li ho lasciati
nell'anticamera, ridotti in pezzi.


La mia cotta di maglia, così inutile,
i miei speroni, dal tintinnio così futile,
li ho deposti sul gelido scalone.


Ho smesso la regalità, corpo e anima,
per tornare alla notte antica e calma
come il paesaggio quando muore il giorno.

 

Fernando Pessoa (Abdicazione)

 

 

Se, un mattino d'inverno un viaggiatore, passando da Piazza S. Pietro, avesse visto una finestra spalancata al mondo…

Se, compito e fiero del suo cammino, il bravo viaggiatore, dopo tanta strada percorsa, con le suole consunte e le dita corrose dalla polvere, il fazzoletto al collo e la bandiera in mano, se, fermandosi sotto quella finestra, rassicurato dalla presenza di tanti altri viaggiatori, per un attimo avesse girato lo sguardo intorno…

Se, sotto i portici che circondano la piazza, un uomo di scienza alzando gli occhi a quella finestra, abbassando lo sguardo sul viaggiatore…

Se, una luce calda dalla finestra avesse inondato la piazza, giocando fra gli interstizi dei sampietrini, dolcemente lambendo le colonne, in quel punto di mistero architettonico dove appaiono un solo unico cerchio….

Se …

Da un pastore mi aspetto che pascoli, che conosca l'immensità delle vaste pianure, il verde della terra che si sveglia dalla semina e prepara nuove messi, il sole che inonda le cime, il fango che trattiene le valli, dove l'acqua ristagna e ha bisogno del caldo per evaporare e tornare al cielo.
Da un pastore mi aspetto che conosca il dolore del silenzio, la vista che si disperde nel vuoto delle distanze, la ragione che urla a un cielo impietoso che si rovescia alla terra in diluvi.
Da un pastore mi aspetto che sappia come accendere un focolare e sia abituato a dividere il pane e il giaciglio.
Perciò avrei voluto un Pastore che avesse provato a spiegare alla folla indispettita che non c'era stato alcun delitto di lesa maestà, avrei voluto parole miti che invitano all'ascolto, avrei voluto vedere i viaggiatori avvicinarsi al colonnato e iniziare a parlare.
"Dove è tuo fratello?" chiese Dio "non so - rispose Caino - sono forse io il custode di mio fratello?"

 

(Rosangela, Febbraio 2008)

 

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